Recensione "Una barca nel bosco" - Paola Mastrocola

Gaia recensioni 1 commento

TitoloUna barca nel bosco

Autore Paola Mastrocola

Casa editrice Guanda

Pagine 257

Data di pubblicazione 2007

Valutazione

Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto, anche Gaspare Torrente ne ha uno.

Molto spesso però, quando si ha a che fare con i sogni, bisogna prima fare i conti con la realtà.

Dicono che se un sogno ha tanti ostacoli è quello giusto, ma ciò non basta a motivare chi, come Gaspare, si ritrova ad affrontare una realtà molto più dura di quello che immagina.

Figlio di un pescatore e aspirante latinista, Gaspare Torrente approda a Torino da una piccola isola del sud Italia. Un ragazzo intelligente come lui non è fatto per restare su un’isoletta e vivere nell’ignoranza; un ragazzo come lui è fatto per studiare e volare in alto. Le aspettative di Gaspare riguardo il liceo sono molto alte, ma vengono presto tradite. Si ritrova faccia a faccia con programmi scolastici troppo snelli e lenti, professori incapaci e compagni che basano la loro vita sull’apparenza.

Sarebbe come per un animale domestico, viziato dal suo padrone, ritrovarsi nella giungla più selvaggia. Allo stesso modo Gaspare si sente fuori tempo, fuori posto, come una barca nel bosco.

Cerca di adattarsi alla situazione e agli occhi della madre, che ha fatto tanti sacrifici per i suoi studi, il suo cambiamento sembra quasi un’ eresia.

La realtà universitaria non si rivela poi diversa, tant’è che Gaspare decide di abbandonare il suo sogno di diventare latinista e “seguire la corrente”.

La nostra società però non segue la meritocrazia: è una società malata, che non da la possibilità di esprimersi, anzi costringe ad omologarsi.

Una denuncia contro una società corrotta, malata e omologata. Questo libro però è anche speranza: ci stimola a far germogliare i nostri sogni e allo stesso modo, nel vero senso del termine, germoglieranno i sogni di Gaspare.

Un libro da leggere, un must per chi come Gaspare si sente fuori posto, come una barca nel bosco.

Voglio riportarvi infine alcuni passi tratti dal libro:

“Come mi aspettavo. L’esattezza delle cose che ti aspetti, la perfetta coincidenza di ciò che hai immaginato con ciò che è, la felicità di vedere che le due cose si sovrappongono esattamente e non c’è più divario tra pensiero e realtà. Stupendo. Non facile. Quasi sempre ti fai un’idea delle cose che poi non è mai quella.”

“Anch’io avrei avuto bisogno di un buon drenaggio. Sono stato, in tutti questi anni di liceo, una pianta a cui dovevano drenare il terreno. Possibile che non si siano accorti che ingiallivo? Ingiallivo e mi marcivano le radici. Ma niente, hanno continuato a innaffiarci. Facile: porti ogni giorno la tua bella pompa e giù acqua. Tutti livellati a bagno nello stesso terreno intriso d’acqua da far paura: tutti belli marci. Ma tanto, chi le vede le radici?”

“L’irreversibilità degli eventi. Non è vero un cappio che nulla è irreversibile. Tutto, perlopiù, è irreversibile. Tutto quel che avviene non potrebbe non avvenire, o avvenire in un altro modo. Avviene perché doveva avvenire, punto e basta.”

Commenti

Andrea

14/03/2019 13:14

Libro stupendo, mi sono rispecchiato alla perfezione nel protagonista... decisamente adatto per questo periodo in cui mi sento anch'io una barca nel bosco. Entra a far parte dei miei libri preferiti. Ti saluto Gaia!