Recensione "Margherita Dolcevita" - Stefano Benni

Gaia recensioni 1 commento


TitoloMargherita Dolcevita

AutoreStefano Benni

Casa editrice Feltrinelli

Pagine 206

Data di pubblicazione 2012

Valutazione

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Margherita è una ragazzina allegra, intelligente, estremamente simpatica e molto determinata, leggermente in sovrappeso e con un cuore meccanicamente difettoso, ma che funziona meglio di un cuore perfetto! È un'estrema amante della Natura e vive in una casetta al confine tra città e periferia, insieme alla sua famiglia decisamente fuori dalle righe
Suo papà Fausto è un accumulatore seriale di oggetti dismessi, sua mamma Emma assidua spettatrice di Eternal Love e fumatrice di sigarette immaginarie, Giacinto (fratello maggiore) ha occhi solo per il calcio, il più piccolo, Eraclito, è il genietto della casa e infine ci sono Pisolo (il suo cagnolone) e nonno Socrate, un personaggio un po' emblematico che, ossessionato dalla paura di essere avvelenato, ingoia qualsiasi tipo di veleno a scopo preventivo. 


Una sera, prima di andare a dormire, Margherita si affaccia alla finestra e scopre che le stelle sono sparite, nascoste da un grande cubo nero sbucato come un fungo davanti la loro casa! Tutt'attorno una fitta siepe e vetri oscurati. Ad abitarlo sono i Signori Del Bene, famiglia super ricca, grigia e quadrata, proprio come la loro casa. Il loro consumismo riesce a stregare la famiglia di Margherita, che ne rimane affascinata e in poco tempo subisce una metamorfosi. Vengono tutti centrati nei loro punti deboli e abbindolati come allodole, tutti tranne Margherita, che sembra essere l'unica a sospettare la diabolicità nascosta dietro l'apparente perfezione dei nuovi vicini. Decide di intraprendere così la sua lotta alla ricerca della verità
In questo viaggio sarà accompagnata da Angelo, figlio dei Signori Del Bene, ma allontanato dalla sua stessa famiglia in quanto diverso e ribelle all'omologazione. 

La magia di Stefano Benni sta nel raccontare semplici storie, all'apparenza anche banali, ma colme di significati profondi. La storia di Margherita, infatti, è una critica alla società moderna, all'insegna della conformità e dell'approvazione comune; è la contrapposizione che si instaura tra la tecnologia e la natura, tra l'artificiale e il reale, tra la frenesia e la lentezza, l'immoralità e i valori saldi
La scelta del nome Margherita trovo sia pienamente voluta dall'autore, infatti nel linguaggio dei fiori la margherita è connessa al concetto di verità e purezza; Margherita infatti è l'unica a vedere il mondo senza filtri.


La scrittura è scorrevole e la simpatia di Margherita estremamente coinvolgente, sebbene a tratti tagliente. È uno di quei libri che divori in poco tempo, ma che alla fine della lettura ti riempie di spunti per riflessioni più approfondite. Unica pecca il finale aperto, anche se lascia immaginare perfettamente cosa sia accaduto dopo. 

Personalmente mi sono rispecchiata molto nel personaggio di Margherita, con la sua allegria, il suo essere fuori dalle righe, il voler esprimere se stessa a qualunque costo senza farsi influenzare dal mondo! L'essere umano ha la mania del controllo e spesso reprime tutto ciò che non riesce a controllare, come sentimenti, emozioni, originalità. 
In questi giorni, in cui sono bloccata nella grigia Torino, dove i palazzi lasciano a malapena passare il sole, mi sono resa conto di quanto la natura sia un fattore importante non solo nella mia vita, ma nella vita di tutti. Dovremmo allentare un po' i ritmi, godere delle piccole cose e lasciar da parte la bramosia del potere e del denaro.   


TAG: margherita dolcevita stefano benni consigli di lettura libri recensione recensioni


Commenti

La libreria di Lumière

23/05/2020 12:41

Sembra veramente interessante! Si avvicina l'estate e sto aggiornando la mia wishlist 🥰

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