Adelphi lancia Microgrammi, la nuova collana interamente digitale

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La pandemia Covid-19 ha decisamente modificato le nostre vite, cambiato i nostri spazi e i nostri ritmi, ma non ci ha tolto la voglia di leggere, anzi ha avvicinato più persone alla lettura. Proprio in questo background, in cui le Case Editrici si son viste costrette ad interrompere le nuove uscite, ad annullare tutti gli eventi e gli incontri in programma, Adelphi ha lanciato una nuova collana, i Microgrammi


Vi starete chiedendo: e il meraviglioso arcobaleno di Adelphi in libreria? Non vi preoccupate, tornerà più bello e colorato di prima, ma per il momento possiamo godere di un brillantissimo arcobaleno in pixel!

Di cosa si tratta?

Microgrammi è una collana interamente digitale, formata da piccoli e-book, delle pillole di lettura che vogliono catturare l'interesse del lettore. Si tratta di piccoli testi estrapolati da raccolte di racconti più ampie, testi che sarebbero stati pubblicati in queste settimane o inediti del tutto fuori programma. 
La Casa Editrice ha comunque voluto fornire a questi libricini la forma di un libro e non di un estratto, proponendo come sempre delle copertine semplici ma eleganti. 

Tra i titoli presenti, ad essere sicuramente pubblicati saranno gli autori: Geores Simenon, Shirley Jackson, Ivan Bunin e Brian Phillips. 

I primi titoli Microgrammi


Dolore - V.S. Naipaul 


Questo testo, inedito per l’Italia, è uno degli ultimi scritti da V.S. Naipaul - ed è anche uno dei più diretti e personali. È apparso per la prima volta sul «New Yorker» del 6 gennaio 2020. 


Un delitto in Gabon - Georges Simenon

Scritti a La Rochelle nel 1938, i cinque «racconti esotici» che riuniremo nel volume La linea del deserto apparvero in fascicoli settimanali nella collana «Police-Roman» tra il 1938 e il 1939. Qui ne anticipiamo due: Un delitto in Gabon e La linea del deserto.

Il signore di San Francisco, di cui anticipiamo qui Fratelli e Il figlio, raccoglie racconti scritti tra il 1911 e il 1919.


Verrà il lupetto grigio - Brian Phillips

Un ritratto di Jurij Norštejn, l'autore del Riccio nella nebbia, alle prese con il suo grande capolavoro incompiuto; e il debutto in Italia di un giovane, brillante scrittore americano.


La casa dei ricchi - Carlo Emilio Gadda

Nel 1948 le «miserrime configurazioni argentarie» spingono Gadda ad accettare un arduo incarico: ricavare dal Pasticciaccio non ancora completato (ne erano uscite solo cinque puntate in rivista) il soggetto di un film. Il palazzo degli ori gli costa un mese di fatica, ma non soddisfa la Lux Film, che gli chiede di riscriverlo e, soprattutto, compendiarlo: nasce così La casa dei ricchi, che presentiamo qui per la prima volta. Le opere di Carlo Emilio Gadda (1893-1973) sono in corso di pubblicazione presso Adelphi; fra i titoli più recenti ricordiamo Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (2018) e Divagazioni e garbuglio (2019).


Pomeriggio d'estate - Shirley Jackson

Due racconti fin qui inediti di una maestra del terrore.


La tomba di Mr Hunter - Joseph Mitchell 

Per i primi anni della sua lunga carriera, Joseph Mitchell ha raccontato la città notturna e i suoi eroi dimenticati – cassiere di cinema, artisti di freak show, aristocratici gitani. Poi si è spostato sull’acqua, esplorando alla luce del giorno quello che New York stessa non sempre ricorda di essere - un immenso e fascinosissimo porto sull’oceano. Ancora più tardi è arrivato Joe Gould, ed è cominciata un’altra storia. In una specie di sondaggio condotto qualche anno fa, La tomba di Mr Hunter è stato giudicato quasi all’unanimità il pezzo migliore mai uscito sul «New Yorker» – che in effetti alla scrittura di Mitchell deve una parte consistente del suo profilo stilistico.


Per le sei corde - Jorge Luis Borges 

Il 1965 è decisamente per Borges l’anno del tango: nel giugno esce il disco El Tango di Astor Piazzolla, dove per la prima volta venivano musicati suoi testi, e nel novembre il volumetto di milonghe Per le sei corde, che qui presentiamo. Due novità accompagnate, nell’ottobre, dal ciclo di quattro conferenze di recente tornato alla luce e divenuto un libro inatteso e sorprendente, Il tango (2016; Adelphi, 2019). Le opere di Borges sono in corso di pubblicazione presso Adelphi dal 1997.


Lingua straniera - Emmanuel Carrère 

«Tutto ciò che ha a che fare col terrore mi stimola, mi appassiona, ed è la ragione per cui sono, o meglio sono stato, un accanito lettore di storie fantastiche e di fantascienza» ha dichiarato Emmanuel Carrère in un’intervista, additando in Lovecraft e Philip K. Dick due degli scrittori che più lo hanno segnato. Ma questa passione convive in lui, da sempre, con quella, non meno intensa, per il cinema: non a caso, Carrère ha dedicato il suo primo libro a Werner Herzog (1982) e a partire dai primi anni Novanta ha costantemente affiancato all’attività di narratore quella di sceneggiatore e di regista. Scritti su incarico di produttori inglesi che gli avevano chiesto «una serie di storie inquietanti» (del genere di Ai confini della realtà) e prima – Carrère tiene a precisarlo – che avesse letto Epepe di Ferenc Karinthy, i due soggetti (o meglio sinopsi) che qui presentiamo si alimentano di quelle due passioni. E ci confermano che nel caso di Carrère fra il narratore e lo sceneggiatore non c’è alcuna differenza: «Il cinema cui mi sento più vicino» ha detto del resto «è quello in cui prevale l’intreccio: ed è quello dei vecchi cineasti, di Lubitsch o di Hitchcock».


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