large-1Salve a tutti lettori cari! Come va?
Siamo a metà Settembre ormai, anche se in questi giorni qui è scoppiato nuovamente il caldo e l’ Autunno gioca a nascondino. Sicuramente molti di voi in questi giorni hanno ricominciato la scuola, altri l’ università e altri ancora sono tornati a lavoro dopo le meritate vacanze estive. So che il rientro non è mai semplice, (tra qualche giorno ricomincio anche io l’Università) voglio però augurarvi un buon anno scolastico, anno lavorativo o quel che sia e oggi sono qui per allietare la vostra giornata parlandovi di un libro che ho appena scoperto, ma che è subito entrato a far parte del mio cuore.

Purtroppo al giorno d’oggi, data la vastità di opere in commercio e dato il consumismo e il favoritismo che ruotano attorno alle case editrici “principali”, si tende ad acquistare i libri più pubblicizzati, quelli esposti in prima fila nelle librerie e quelli di cui ormai la casa editrice la conosciamo a memoria.
Viviamo in un mondo che cammina sulle rotaie della speculazione e non della meritocrazia (come di regola dovrebbe essere).
Questa cosa mi dispiace davvero tanto in quanto, come in questo caso, opere meritevoli, vengono “oscurate” come durante un’ eclissi.
Non vi preoccupate: Gaia risolve tutto!
Dato che non posso portare la meritocrazia nel mondo, mi limito a farla emergere nel mio piccolo mondo: il mio blog.

Come mio solito mi dilungo sempre troppo. Cosa stiamo aspettando? Vi devo parlare di questo gioiellino!

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17 passi lontano da teTitolo: 17 passi lontano da te

Autore: Valerio Mottin

Casa editrice: Eretica Edizioni

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L’ho capito subito. Appena il viso si è colorato di giallo ho capito che era arrivato il mio momento. In bagno, davanti allo specchio, mi sono guardato più volte. Da lontano, da vicino, di lato. All’inizio ho pensato che fosse la luce, poi invece ho capito che ero io. Ho pianto, non me ne vergogno. Ho pianto a lungo che non pensavo potessi piangere così tanto. Ho pianto e non riuscivo a smettere. Sembrava che le lacrime non finissero più. Per un attimo ho anche avuto paura che non mi sarei mai calmato. Ho pianto perché ero deluso. Durante questi due anni ho anche pensato qualche volta di potercela fare. Ho pianto perché avevo paura di soffrire, di stare male. Ma poi ho sorriso subito dopo. Erano due anni che soffrivo in fondo, cosa sarebbe cambiato?

La storia narrata è una storia semplice e, purtroppo, una realtà troppo comune al giorno d’oggi.
Come avrete potuto intuire dalle poche righe che vi ho riportato, si narra di un uomo che scopre di essere malato di cancro e che quindi è costretto ad affrontare la sua malattia.
Nulla da aggiungere quindi sul filone narrativo. L’intreccio risulta molto lineare.
L’ autore però non si limita a presentarci il signor Tarsini e la sua storia, no. L’ autore riesce a catapultarci nella storia, a renderci partecipi della sofferenza dell’ uomo e, proseguendo nella lettura, ci si affeziona talmente tanto al personaggio che è come se diventasse un nostro parente.

Il Sig. Tarsini è un uomo comune, un uomo come tanti. Ha una famiglia e due figli. Il suo carattere introverso e la sua corazza esteriore, l’hanno portato a non avere rapporti fruttosi con le persone che lo circondano, per cui il suo matrimonio è diventato una routine e i suoi figli hanno sempre percepito la sua distanza, i suoi sentimenti celati. Ogni uomo però, nel profondo, ha un cuore grande, anche se non lo dimostra.
Nel momento in cui si ammala, la sua corazza inizia a cedere.
Il Sig. Tarsini non è l’ unico a soffrire: anche sua moglie, i suoi figli e la dottoressa che lo segue soffrono e, aggiungerei, anche il lettore.

Una trovata eccezionale da parte dell’ autore è la suddivisione in capitoli che alternano i punti di vista. I narratori sono il figlio, che vede suo  padre soffrire e si sente impotente; il padre che ci racconta la sua sofferenza, ma anche la sua grande forza nel lottare e infine la dottoressa, che sebbene possa apparire una persona fredda, poco umana, quasi un giudice di morte, in realtà prova grande tristezza per la condizione dei suoi pazienti.

E’ vero, guadagno tanto. Come medico chirurgo guadagno tanto. Ma ci sono volte in cui mi chiedo se tutto ciò ne vale la pena. Se ne vale la pena di tornare a casa la sera ripensando alle persone che indirettamente ho condannato a morte, ripensando ai loro volti, alle loro paure, perchè poi queste persone, puntualmente vengono a trovarmi nei sogni ed io non ne posso più.

Lo stile di scrittura dell’ autore varia in base al personaggio che narra: è crudo ma allo stesso tempo scientifico e minuzioso ed è ricco di riflessioni profonde.
La caratterizzazione dei personaggi ci permette di calarci a pieno nella storia e riesce a coinvolgerci emotivamente.

Un libro che mi è piaciuto tantissimo e che mi sento di consigliarvi dal profondo del cuore. Munitevi però di fazzoletti!

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Ah, quasi dimenticavo!
L’ autore ha anche un sito web, potete trovarlo qui e scoprire qualcosa in più sul libro.

Spero che i miei consigli vi possano tornare utili e, come sempre, se leggerete questo libro fatemi sapere cosa ne pensate!

Buona giornata,

Blend

Letteratura emergente: Valerio Mottin – 17 passi lontano da te ultima modifica: 2016-09-16T14:13:19+00:00 da Gaia

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