51j9AWkjBaL._SX328_BO1,204,203,200_Titolo: Segreto di famiglia

Autore: Mikaela Bley

Edizione: Newton Compton, 366 pagine

Ho ricevuto questo Thriller in anteprima dalla gentilissima casa editrice Newton Compton e, dopo aver dato un’ occhiata alla sinossi, ne son rimasta colpita e mi son subito precipitata nella lettura.
Purtroppo recensire un thriller o un giallo, è una sfida molto difficile, in quanto si potrebbe cader facilmente nello “spoiler” e, se avete intenzione di leggerlo non voglio assolutamente rovinarvi la sorpresa. Perdonate dunque se sarò molto breve riguardo la trama, che già di per sè è molto semplice e lineare.

Ci troviamo a Stoccolma. In una giornata fredda e piovosa di Maggio, una bambina di soli otto anni, Lycke, scompare improvvisamente, senza lasciare alcuna traccia.
L’ultima volta la piccola è stata avvistata al centro sportivo, per una lezione di tennis e di conseguenza l’ultima persona che l’ha vista è stata la sua matrigna, Chloè, che l’ha accompagnata in macchina.
La vicenda si svolge intorno a questo caso. La rete televisiva vuole uno scoop e manda sul campo una giornalista di cronaca nera, Ellen.
Ellen ha avuto un passato difficile, segnato dalla scomparsa della sua gemella e sembra che il caso le stia davvero a cuore, così impiega tutte le sue forze nelle ricerche.
I primi indagati son dunque i suoi familiari: il padre Harold, la madre naturale Helena, la matrigna Chloè e la tata Mona, che è affezionata particolarmente alla bambina.
Ellen indaga senza riposo, ma nel frattempo, le speranze di ritrovare la piccola ancora viva diminuiscono sempre più.

Non appena ho iniziato a leggere questo thriller, non sono più riuscita a staccarmi dalle pagine, tant’è che ho ritagliato qualsiasi attimo di tempo libero per continuarne la lettura e l’ho terminato in un sol giorno.
La scrittura di Mikaela Bley, infatti, è caratterizzata da un ritmo serrato e scorre davvero in fretta. Altro punto a favore è l’alternarsi del punto di vista, che si muove tra le quattro donne: Ellen, Helena, Chloè e Mona.

Come avrete ben intuito, i genitori di Lycke sono separati e l’autrice fa di tutto per far ricadere la nostra attenzione e i nostri sospetti sulla matrigna Chloè, descrivendola come una donna fredda nei confronti della piccola, egoista, gelosa del marito e specialmente del suo passato. Per un thriller tutto ciò è alquanto scontato.. nessuno sospetterebbe mai di cose ovvie!
Le descrizioni sono davvero ridotte all’ osso: se da un lato l’ autrice ne ricava un ritmo serrato e scorrevole, dall’ altro ci impedisce di calarci a pieno nella storia. Di Lycke, ad esempio, sappiamo poco e nulla: è una bambina solitaria, taciturna, introversa, e nulla di più.
In toto, la situazione risulta surreale e priva di fondamento e il finale non mi ha lasciata per niente soddisfatta, anzi mi ha soltanto lasciato una sensazione di angoscia.

I pilastri di questo thriller rimangono dunque la scrittura e lo stile.
Come al solito, sapete che le mie opinioni son sempre personali e sincere, pertanto se siete appassionati del genere è un libro che vi sconsiglio, in quanto la trama non può neanche competere con grandi thriller e, di conseguenza, ne rimarreste delusi; se invece non avete particolari aspettative e volete concedervi una lettura leggera e ben scritta, ve lo consiglio!

N.B.: La copia che ho ricevuto è in anteprima, il libro sarà disponibile in libreria a partire dal 3 Marzo 2016. Ringrazio ancora la casa editrice per la sua gentilezza.

Vi auguro una buona serata,

Blend

Recensione “Segreto di famiglia” – Mikaela Bley ultima modifica: 2016-02-21T18:43:42+00:00 da Gaia

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