Titolo: La strada
Autore: Cormac McCarthy
Casa editrice: Einaudi

Sembra quasi che la letteratura contemporanea si sia incrostata. I generi più gettonati ormai si sono ridotti a due: il “romance” ed il “distopico”. Ci chiediamo dunque perché valga la pena leggere libri che trattano tutti lo stesso argomento e che si somigliano tra loro. Bella domanda ragazzi.
Tra i due generi oggi parleremo del “distopico” o “post apocalittico”. Questo genere nasce proprio dalla domanda: “Cosa ne sarà del mondo tra cento, duecento, trecento o qualsivoglia anni?”
E qui l’ uomo risponde con la fantasia. Inizia ad immaginare macchine volanti, robot, viaggi su altri pianeti ma soprattutto: distruzione. Il distopico è proprio un anti-utopico. Mi domando perché quando l’uomo immagina il futuro cade sempre nel distopico. Ma vabeh.

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Chiusa questa parentesi torniamo al nostro argomento principale. Oggi parliamo infatti del famosissimo romanzo post apocalittico di Cormac McCarthy: “La strada”.

La trama è davvero così semplice e lineare che mi riuscirebbe impossibile anche fare spoiler.
I protagonisti sono un padre e un figlio, che l’ autore chiama semplicemente “uomo” e “bambino”. È intento dell’ autore infatti non fornirci alcuna informazione sulla loro identità.
“La strada” è il viaggio dei due protagonisti in uno sfondo post- apocalittico. Viaggiano verso l’oceano, nella speranza di trovarci un posto più accogliente dove stare. I pochi superstiti sono divisi tra buoni e cattivi: questi ultimi, purché sopravvivere, uccidono gli altri uomini e si nutrono di essi. (Vabbene, questo potevo risparmiarvelo). Proprio per questo motivo i due protagonisti viaggiano muniti di una pistola per difendersi e di un carrello che contiene quelle poche scorte di cibo che riescono a racimolare lungo la strada.
Durante il loro viaggio l’azione è davvero ridotta al minimo, tanto che alcuni l’hanno trovato persino noioso. Allora perché io sono qui a consigliarvelo?
“La strada” è un capolavoro. È uno di quei libri che mi rimarranno impressi per sempre. Il finale è davvero commovente, ma innanzitutto per non fare spoiler e in secondo luogo per invogliarvi a leggere il libro, non ne parlerò.
McCarthy ha uno stile minimalista, ma allo stesso tempo ricchissimo. Nonostante il romanzo non sia il massimo dell’ azione, riesce a renderlo unico e ad invogliare nella lettura.
La vera protagonista non è la catastrofe che ha distrutto il mondo, bensì la natura, l’istinto di sopravvivenza, la fame.
Ciò che ha prodotto questo scenario viene infatti ridotto solo ad un flashback:

“Gli orologi si fermarono all’una e diciassette. Una lunga lama di luce e poi una serie di scosse profonde. Lui si alzò e andò alla finestra.
Cosa c’è?, disse lei.
Lui non rispose. Andò in bagno e premette l’interruttore ma la corrente era già andata via. Un debole bagliore rosato alla finestra. Lui si chinò su un ginocchio e alzò la levetta per bloccare lo scarico della vasca e aprì al massimo tutti e due i rubinetti. Lei era ferma sulla porta in camicia da notte, aggrappata allo stipite, una mano a sostenere il pancione.
Cosa c’è? Che succede?
Non lo so.
Perché ti fai il bagno?
Non mi faccio il bagno. ”

“La strada” è uno di quei libri che vale davvero la pena leggere. Lo stile di McCarthy è inconfondibile.
Questo libro merita cinque stelline su cinque.
Spero di avervi dato almeno un buon motivo per dare una chanche a questo libro. Ci vediamo al prossimo post!
Gaia 🙂

 

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Recensione “La strada” – McCarthy ultima modifica: 2015-09-02T15:58:08+00:00 da Gaia

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