Buonasera cari lettori, come state?
Rieccoci con la rubrica domenicale “Aspettando il Natale”.
Il tempo sta passando troppo in fretta! Oggi, domenica 13 Dicembre, è la TERZA domenica di Avvento e mancano esattamente dodici giorni al Natale.
Chi mi conosce lo sa benissimo: quello natalizio è il mio periodo preferito.. dopo il primo autunno ovviamente u.u
Dell’ Autunno adoro i colori, la prima frescura, i maglioncini, la cioccolata calda, il the caldo, i cappellini.
Questa vignetta racchiude a pieno il mio amore nei confronti dell’Autunno.

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Il periodo natalizio invece è un periodo magico.
Era bello, da piccoli, credere nella magia del Natale; scrivere una letterina, svegliarsi la mattina del 25 e trovare sotto l’albero tutti i regali da noi richiesti.
Col tempo però si cresce e anche le nostre richieste cambiano: la casa delle Barbie si trasforma in un Iphone, l’Iphone si trasforma in una macchina, la macchina si trasforma in un lavoro e così via.
Col tempo si dovrebbe non solo crescere, ma anche maturare e maturare significa proprio capire cosa conta davvero nella vita.

Il libro che ho scelto per questa terza domenica d’Avvento infatti, non è casuale.
Penso che tutti, sia grandi che piccini, ne conoscano la trama. Sto parlando di un racconto: seppur breve, molto significativo. Alzi la mano chi non ha ancora indovinato.
Ebbene sì, oggi vi parlerò proprio di “A Christmas carol” dello scrittore Charles Dickens.

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Questo racconto è stato proposto in tutte le salse: è stato stampato da numerose case editrici, perciò non mi soffermerò a parlarvi della casa editrice o del prezzo o di altre “bazzeccole”. E’ stata realizzata anche una trasposizione cinematografica, che io adoro.
Nel mio caso ho deciso di rileggere questo racconto in lingua madre: l’ ho scovato in un mercatino di libri usati qualche estate fa, a Londra.

La trama è molto semplice, ma sono proprio le cose semplici ad essere le più belle.

È la vigilia di Natale in una Londra di metà ottocento, l’anziano Ebenezer Scrooge avaro e scorbutico proprietario di un negozio di cambio che mal sopporta il clima di festa e allegria che coinvolge la città, respinge a malo modo l’invito a cena da parte del nipote Fred, ed è restio a concedere al suo mal pagato collaboratore Bob Cratchit l’intera giornata di ferie in vista della festività del 25 dicembre.

Giunto l’orario di chiusura del negozio, dopo aver cacciato in malo modo due uomini intenti a raccogliere donazioni per i poveri, Scrooge si reca solitario alla sua dimora. Mentre consuma un pasto frugale prima di coricarsi, riceve la visita di uno spirito, quello di Jacob Marley, suo vecchio socio al negozio di cambio, morto esattamente sette anni prima, proprio la notte della vigilia di Natale.

Lo spirito di Marley appare a Scrooge contorniato da pesanti catene alle cui cime pendono dei forzieri, catene che, come dice Marley stesso, sono conseguenza dell’avarizia e dell’egoismo perpetrati mentre era in vita. Scrooge, spaventato, chiede al vecchio socio come poter evitare che gli accada la stessa sorte, così Marley rivela a Scrooge di essere ancora in tempo per mutare il suo destino e, prima di congedarsi, gli annuncia la prossima visita di tre spiriti, quello del Natale passato, del Natale presente e del Natale avvenire.

I tre spettri, tra flashback e premonizioni riusciranno a mutarne l’indole meschina ed egoista, facendolo risvegliare la mattina di Natale con la consapevolezza che la ricerca del denaro e l’attaccamento alle sole cose materiali sono idoli sbagliati, mentre la carità e la fratellanza si faranno finalmente largo nel cuore del vecchio usuraio.

 

La morale di questo racconto è davvero molto significativa. Tutti noi dovremmo fermarci a riflettere sui veri valori della vita, che non sono i beni materiali, ma l’ affetto, l’amore e la famiglia.

Oltre a consigliarvi questa piacevole lettura, vorrei concludere l’articolo consigliandovi un’ altra cosa: questo Natale circondatevi di meno regali, ma più persone.

 

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Aspettando il Natale.. “A Christmas carol” – Charles Dickens ultima modifica: 2015-12-13T21:24:20+00:00 da Gaia

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